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Il cibo vegano va forte…anche fra i NON vegani!

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Acquistano cibo plant based, cioè esclusivamente a base vegetale, anche senza essere vegani e vegetariani: le famiglie italiane sono sempre più conquistate da questa nuova categoria di prodotti, dimostrando di apprezzarli come un’offerta aggiuntiva.

Insomma compriamo bevande vegetali e la famosa carne non carne così come acquistiamo pesce, pollo e altri alimenti di origine animale.

Lo conferma un’indagine condotta da GFK e focalizzata sul consumo di cibi plant based in Italia. Il risultato? Si amplia il mercato, c’è più scelta e quindi prodotti prima considerati di nicchia oggi sono sulle tavole delle famiglie esattamente come il formaggio e le uova.

Cosa vuol dire plant based?

Prima però chiariamo un concetto: cosa vuole dire dieta plant based? Si tratta di un regime alimentare prevalentemente vegetariano e basato su alimenti di origine vegetale.

Rispetto al veganesimo, è meno stringente perché ammette il consumo saltuario di uova e latticini (per alcuni anche pesce e carne) purché provenienti da allevamenti certificati, possibilmente a km zero e dove sia rispettato il benessere animale.

Chi abbraccia una dieta plant based è più attento a un discorso di salute e rispetto dell’ambiente, quindi eviterà anche cibi particolarmente raffinati e industrializzati, preferendo prodotti freschi, meglio se provenienti da piccoli produttori, nel rispetto della stagionalità.

Il carrello delle famiglie italiane

Il 55% delle famiglie italiane acquista almeno una volta prodotti plant based per consumo domestico. “Nell’arco di un anno – sottolinea Marco Pellizzoni, commercial director consumer panel di Gfk – una famiglia media acquista almeno quattro prodotti plant based nelle varie categorie”.

Il target, quindi, non è più solo quello dei vegani: “Oggi il pant based si connota come un’offerta aggiuntiva che permette alle famiglie di differenziare: infatti si tratta di alimenti acquistati anche tra chi normalmente consuma carne”.

I prodotti plant based più richiesti

Negli ultimi anni a crescere maggiormente, sia come spesa media che come tasso di penetrazione, sono stati soprattutto:

  • Bevande vegetali: +13% vs 019
  • Yogurt vegetali: +14% vs 2019
  • Gastronomia vegetale fresca: +26% vs 2019
  • Gastronomia vegetale surgelata: +32% vs 2019

Queste percentuali indicano che ci sono ancora enormi spazi di crescita per questa tipologia di prodotti e in diverse categorie, spaziando tra la totalità delle famiglie.

Anche perché ci sono alcuni trend emergenti che probabilmente rivestiranno un ruolo fondamentale nel futuro prossimo: uno su tutti? I prodotti like meat, dove aspetto e sapore sono simili a quelli della carne ma il contenuto è vegetale al 100%.

Chi compra plant based?

Chi sono gli acquirenti di cibi a base vegetale? “Il target è molto trasversale – assicura Pellizzoni -: si tratta soprattutto di famiglie con uno o più figli, residenti soprattutto al Centro Nord Italia e di ogni fascia di età, ad esclusione per ora degli over 65. Insomma un profilo molto mainstream e con importanti prospettive di sviluppo e ampliamento“.

Anche perché negli ultimi anni è aumentata molto la penetrazione in tutti i canali di vendita, dal supermercato al discount all’online.

Mangiare vegetale fuori casa

E fuori dalle pareti domestiche? I consumatori apprezzano sempre di più la possibilità di trovare proposte vegetali anche fuori casa: insalate, frutta fresca, frullati, estratti, frutta secca, bevande vegetali, cappuccino di soia, sono tutte alternative premiate in fase di vendita perché cercate e richieste.


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