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Alla scoperta della Soppressata Calabrese

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Sono davvero tanti i piatti tipici dell’intero Meridione, caratterizzati da una cucina di origine tipicamente contadina, con piatti tipici poveri ma ricchi di contrasti, fortemente legata alla tradizione, all’amore per la famiglia e ad un’estrema accuratezza dei dettagli. La Soppressata Calabrese ha origini molto antiche, il suo nome deriva dal verbo “soppressare” che vuol dire legare con soppressa. Si pensa che i calabresi iniziarono a lavorare le carni suine addirittura ai tempi della colonizzazione greca delle coste ioniche.

Ciò che la contraddistingue dagli altri salumi calabresi è la sua forma appiattita, causata ovviamente dalla sua pressatura durante la fase di essicazione. Da sempre rappresenta il simbolo della Gastronomia Calabrese, specialmente in provincia di Cosenza, ed è il salume che meglio identifica il concetto di ospitalità in Calabria, visto che vanta il riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta. Viene spesso offerta, infatti, come dono di benvenuto a chiunque approdi a casa, proprio come se fosse una sorta di rituale in vigore da tantissimi anni.

La carne che viene utilizzata è naturalmente pura carne di maiale, selezionata delle parti più pregiate, solitamente ottenuta usando prosciutto e spalla fresca. L’impasto della carne, tritata solitamente a medio taglio insieme al grasso, viene accuratamente disteso, salato e aromatizzato con pepe nero, pepe rosso e piccole quantità di polvere di peperoncino calabrese, per un gusto intenso e straordinariamente pungente. La si può gustare da sola ma anche accompagnata da pane casereccio caldo, oppure come ingrediente per farcire pizze e panini.

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